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		<title><![CDATA[I sei elementi]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p><font size="3"><img src="/public/scacchi_picture2.gif" alt="" height="200" width="450" /></font></p>
<p><font size="3">Negli ultimi due decenni la velocit&agrave; di cambiamento e la complessit&agrave; dei mercati sono aumentate a dismisura. A seguito di ci&ograve; le aziende si trovano sempre pi&ugrave; in balia di una gestione contingente e quotidiana che, non avendo punti di riferimento stabili, &egrave; per lo pi&ugrave; incapace di formulare e di perseguire degli obiettivi strategici di medio e lungo termine. Da ci&ograve; nasce l'esigenza di individuare degli elementi e delle relazioni di riferimento in grado di orientare le scelte aziendali di medio e lungo periodo. I sei elementi che, a mio parere, sintetizzano gli elementi pi&ugrave; importanti su cui si dovrebbero basere le decisioni di un'azienda sono: 1) l'identit&agrave;, 2) la visione, 3) la situazione interna, 4) la situazione esterna, 5) la strategia e 6) l'implementazione dei progetti. L’identit&agrave; rappresenta la cultura e il modo di comportarsi dell’azienda; la visione &egrave; un’idea chiara, sentita e concreta di quale sia l’obiettivo ultimo dell’azienda; la situazione interna &egrave; composta dalla situazione economica-patrimoniale, dalla struttura organizzativa, dai prodotti, dalle competenze distintive e dalle potenzialit&agrave; future; la situazione esterna si concretizza nelle cinque forze competitive di Porter, nel mercato del lavoro, nell’accesso al credito, nella legislazione e nello stato dell’arte della tecnologia; la strategia individua il percorso che porta dalla situazione attuale al raggiungimento della visione; l’implementazione si esplica nella pianificazione di dettaglio, nell’esecuzione della strategia e nelle attivit&agrave; di controllo.</font></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[Implementare è in parte un'arte]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p><font size="3"><img src="/public/muratore_288.jpg" alt="" height="200" width="350" /></font></p>
<p><font size="3">L’implementazione consiste nella pianificazione di dettaglio, nell’esecuzione e nel controllo delle attivit&agrave;. Le strategie, non implementate, sono un esercizio accademico e non hanno molto significato. Da un punto di vista dell’azienda le uniche strategie che possono avere un senso sono quelle realizzate. Implementare, cio&egrave; tradurre la strategia in azione, &egrave; probabilmente la parte pi&ugrave; difficile perch&eacute; non vuol dire solo eseguire delle istruzioni, ma piuttosto creare una strada che porti dalla situazione attuale alla meta prefissata. La pianificazione generale pu&ograve; tenere conto degli ostacoli a priori, quelli teorici, ma la pratica &egrave; sempre pi&ugrave; complessa ed articolata. L’implementazione di una strategia non &egrave; la codifica di un algoritmo ma piuttosto la creazione di un nuovo percorso.</font></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[Visione ed identità]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p><img height="200" alt="" src="/public/direzione.jpg" width="450" /></p>
<p>&nbsp;<font size="3">L'identit&agrave; e la storia di un'azienda rappresentano l'elemento fondamentale su cui costruire vision strategie e progetti vincenti. Molte volte questo viene&nbsp; dimenticato e ci si dedica esclusivamente all'ambiente esterno, a reagire di giorno in giorno ad eventi esterni che sono molte volte di carattere aleatorio senza una media o una meta precisa. Spesso la media &egrave; nulla il che sta a significare che sostanzialmente non ci si &egrave; spostati di molto, ci si &egrave; solo difesi dalle intemperie ma non si sta andando da nessuna parte. In un mondo che cambia sempre pi&ugrave; velocemente la mancanza di direzione &egrave; sicuramente uno dei problemi maggiori. Per questo &egrave; fondamentale e necessario un sogno, una vision, una direzione. Parlando di singoli individui una vision autentica, che abbia qualche possibilit&agrave;, di essere vincente nel medio e lungo periodo pu&ograve; venire solo dall'interiorit&agrave; di una persona, dalle sue passioni e dai suoi sogni. A partire dal &quot;conosci te stesso&quot; di Socrate passando per il &quot;divieni ci&ograve; che sei&quot; di Nietscheze per finire alle moderne teorie sulla leadership l'identit&agrave; di una persona rappresenta l'energia, il propellente principale di qualsiasi vision. Se la vision non deriva almeno in parte dall'identit&agrave; non si avr&agrave; la forza di superare gli innumerevoli ostacoli che si presenteranno durante la realizzazione di una vision non banale. Non &egrave; detto che l'idea da cui nasce la vision non debba prendere spunto dalla realt&agrave; esterna ma l'ispirazione, il propellente deve venire dalla propria identit&agrave;. Per le aziende, essendo esse formate da persone, non pu&ograve; essere molto diverso (a meno che non si stia pensando di chiudere l'attuale azienda e di crearne un'altra ex novo con dipendenti diversi). Non pu&ograve; essere molto diverso perch&egrave; nelle aziende c'&egrave; e ci sar&agrave; sempre pi&ugrave; bisogno del coinvolgimento anche emotivo dei dipendenti ,soprattutto nelle attivit&agrave; a maggior valore aggiunto (destinate ad aumentare nei paesi sviluppati).</font></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[Alle volte ascoltare il cliente non basta]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p><font size="3"><img alt="" src="/public/INNOVAZIONE.jpg" height="200" width="450"  /></font></p>
<p><font size="3">"Well, according to Christensen, the customer is the wrong unit of analysis for innovators to focus on. Instead, he said, focus on the job  that customers are trying to get done when they use your product or service."  </font><a href="http://sloanreview.mit.edu/improvisations/2009/05/07/understanding-your-customer-isnt-enough/"><font size="3">Martha E. Mangelsdorf, MIT Sloan management Review</font></a></p>
<p><font size="3">In effetti alle volte in cliente non "verbalizza" e non conosce esattamente ci&ograve; di cui ha bisogno quando si parla di innovazione (cio&egrave; di qualcosa non noto al cliente)</font></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[Obiettivi aziendali ed individuali]]></title>
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		<created>2009-09-03T16:18:03+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p><img style="WIDTH: 429px; HEIGHT: 238px" height="369" alt="" src="/public/future.JPG" width="611" /></p>
<p>Per un'azienda &egrave; sempre pi&ugrave; importante coinvolgere i propri dipendenti. La velocit&agrave; di cambiamento dei mercati e della tecnologia ha reso le mansioni lavorative sempre meno ripetitive e pi&ugrave; ricche di contenuti informativi. Le informazioni e la conoscenza non sono pi&ugrave; solo accentrata neglle mani di poche persone, l'immaginazione e la creativit&agrave; anche delle prime linee &egrave; sempre pi&ugrave; cruciale. Da ci&ograve; deriva l'importanza per un'azienda di avere un suo orizzonte, una sua vision. Per orizzonte/vision intendo un'idea chiara, sentita e concreta di cosa si vuole ottenere, raggiungrere nel futuro. La vision ha la funzione di coinvolgere emotivamente i dipendenti e convogliare gli sforszi in un'unica direzione. Su questo punto molte aziende stanno fallendo. Per quanto la tecnologia ed i mercati siano cambiati il managment, soprattutto per quanto riguarda la motivazione dei dipendenti, non &egrave; cambiato molto rispettoa 50 anni fa. Bastone e carota, vision/obiettivi/strategia stabilita dall'alto ed eseguita dalle prime linee sono ancora l'essenza del management di praticamente tutte le aziende. L'aumentare della competivit&agrave; (con la globalizzazione) ha reso inoltre pi&ugrave; difficile, rispetto a quanche anno fa, la concilazione tra obiettivi individuali e obiettivi aziendali: ne risulta un'enorme perdita di energia dall'una o dall'altra parte. Dopo i 40 anni il dipendente medio non crede pi&ugrave; nella &quot;sua&quot; azienda : sente (ed ha capito) che gli obiettivi dell'azienda non sono i suoi (&egrave; questo il motivo del perch&egrave; &egrave; difficile trovare lavoro dopo una certa et&agrave;). E' pensabile o auspicabile in futuro, quando l'innovazione sar&agrave; sempre pi&ugrave; importante, uno spreco di risorse del genere? Il managment della carota e del bastone sar&agrave; in futuro, come adesso, l'unico tipo di management? E' pensabile un'azienda che abbia per obiettivi gli obiettivi dei suoi dipendenti?</p>]]></content>
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