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 Immagine © Jordano, Dreamstime.com... di valentini
 
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Penso che le cose più grandi della vita succedono nei tuoi sogni. Insegnerei ai nostri bambini ad imparare a sognare piuttosto che imparare a ricordare. Perchè ciò che è importante non è quello che è successo, ma quello che potrebbe succedere. E per questo motivo devi essere pronto a sviluppare la tua immaginazione e permetterti di avere un sogno di giorno e di notte.

Shimon Peres
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di valentini (del 07/09/2009 @ 22:53:06, in strategia, linkato 172 volte)

Negli ultimi due decenni la velocità di cambiamento e la complessità dei mercati sono aumentate a dismisura. A seguito di ciò le aziende si trovano sempre più in balia di una gestione contingente e quotidiana che, non avendo punti di riferimento stabili, è per lo più incapace di formulare e di perseguire degli obiettivi strategici di medio e lungo termine. Da ciò nasce l'esigenza di individuare degli elementi e delle relazioni di riferimento in grado di orientare le scelte aziendali di medio e lungo periodo. I sei elementi che, a mio parere, sintetizzano gli elementi più importanti su cui si dovrebbero basere le decisioni di un'azienda sono: 1) l'identità, 2) la visione, 3) la situazione interna, 4) la situazione esterna, 5) la strategia e 6) l'implementazione dei progetti. L’identità rappresenta la cultura e il modo di comportarsi dell’azienda; la visione è un’idea chiara, sentita e concreta di quale sia l’obiettivo ultimo dell’azienda; la situazione interna è composta dalla situazione economica-patrimoniale, dalla struttura organizzativa, dai prodotti, dalle competenze distintive e dalle potenzialità future; la situazione esterna si concretizza nelle cinque forze competitive di Porter, nel mercato del lavoro, nell’accesso al credito, nella legislazione e nello stato dell’arte della tecnologia; la strategia individua il percorso che porta dalla situazione attuale al raggiungimento della visione; l’implementazione si esplica nella pianificazione di dettaglio, nell’esecuzione della strategia e nelle attività di controllo.

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Di valentini (del 07/09/2009 @ 22:35:03, in Implementazione, linkato 124 volte)

L’implementazione consiste nella pianificazione di dettaglio, nell’esecuzione e nel controllo delle attività. Le strategie, non implementate, sono un esercizio accademico e non hanno molto significato. Da un punto di vista dell’azienda le uniche strategie che possono avere un senso sono quelle realizzate. Implementare, cioè tradurre la strategia in azione, è probabilmente la parte più difficile perché non vuol dire solo eseguire delle istruzioni, ma piuttosto creare una strada che porti dalla situazione attuale alla meta prefissata. La pianificazione generale può tenere conto degli ostacoli a priori, quelli teorici, ma la pratica è sempre più complessa ed articolata. L’implementazione di una strategia non è la codifica di un algoritmo ma piuttosto la creazione di un nuovo percorso.

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Di valentini (del 07/09/2009 @ 16:46:22, in horizon/vision, linkato 137 volte)

 L'identità e la storia di un'azienda rappresentano l'elemento fondamentale su cui costruire vision strategie e progetti vincenti. Molte volte questo viene  dimenticato e ci si dedica esclusivamente all'ambiente esterno, a reagire di giorno in giorno ad eventi esterni che sono molte volte di carattere aleatorio senza una media o una meta precisa. Spesso la media è nulla il che sta a significare che sostanzialmente non ci si è spostati di molto, ci si è solo difesi dalle intemperie ma non si sta andando da nessuna parte. In un mondo che cambia sempre più velocemente la mancanza di direzione è sicuramente uno dei problemi maggiori. Per questo è fondamentale e necessario un sogno, una vision, una direzione. Parlando di singoli individui una vision autentica, che abbia qualche possibilità, di essere vincente nel medio e lungo periodo può venire solo dall'interiorità di una persona, dalle sue passioni e dai suoi sogni. A partire dal "conosci te stesso" di Socrate passando per il "divieni ciò che sei" di Nietscheze per finire alle moderne teorie sulla leadership l'identità di una persona rappresenta l'energia, il propellente principale di qualsiasi vision. Se la vision non deriva almeno in parte dall'identità non si avrà la forza di superare gli innumerevoli ostacoli che si presenteranno durante la realizzazione di una vision non banale. Non è detto che l'idea da cui nasce la vision non debba prendere spunto dalla realtà esterna ma l'ispirazione, il propellente deve venire dalla propria identità. Per le aziende, essendo esse formate da persone, non può essere molto diverso (a meno che non si stia pensando di chiudere l'attuale azienda e di crearne un'altra ex novo con dipendenti diversi). Non può essere molto diverso perchè nelle aziende c'è e ci sarà sempre più bisogno del coinvolgimento anche emotivo dei dipendenti ,soprattutto nelle attività a maggior valore aggiunto (destinate ad aumentare nei paesi sviluppati).

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Di valentini (del 04/09/2009 @ 17:00:34, in Innovazione, linkato 132 volte)

"Well, according to Christensen, the customer is the wrong unit of analysis for innovators to focus on. Instead, he said, focus on the job  that customers are trying to get done when they use your product or service."  Martha E. Mangelsdorf, MIT Sloan management Review

In effetti alle volte in cliente non "verbalizza" e non conosce esattamente ciò di cui ha bisogno quando si parla di innovazione (cioè di qualcosa non noto al cliente)

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Di valentini (del 03/09/2009 @ 16:18:03, in management, linkato 169 volte)

Per un'azienda è sempre più importante coinvolgere i propri dipendenti. La velocità di cambiamento dei mercati e della tecnologia ha reso le mansioni lavorative sempre meno ripetitive e più ricche di contenuti informativi. Le informazioni e la conoscenza non sono più solo accentrata neglle mani di poche persone, l'immaginazione e la creatività anche delle prime linee è sempre più cruciale. Da ciò deriva l'importanza per un'azienda di avere un suo orizzonte, una sua vision. Per orizzonte/vision intendo un'idea chiara, sentita e concreta di cosa si vuole ottenere, raggiungrere nel futuro. La vision ha la funzione di coinvolgere emotivamente i dipendenti e convogliare gli sforszi in un'unica direzione. Su questo punto molte aziende stanno fallendo. Per quanto la tecnologia ed i mercati siano cambiati il managment, soprattutto per quanto riguarda la motivazione dei dipendenti, non è cambiato molto rispettoa 50 anni fa. Bastone e carota, vision/obiettivi/strategia stabilita dall'alto ed eseguita dalle prime linee sono ancora l'essenza del management di praticamente tutte le aziende. L'aumentare della competività (con la globalizzazione) ha reso inoltre più difficile, rispetto a quanche anno fa, la concilazione tra obiettivi individuali e obiettivi aziendali: ne risulta un'enorme perdita di energia dall'una o dall'altra parte. Dopo i 40 anni il dipendente medio non crede più nella "sua" azienda : sente (ed ha capito) che gli obiettivi dell'azienda non sono i suoi (è questo il motivo del perchè è difficile trovare lavoro dopo una certa età). E' pensabile o auspicabile in futuro, quando l'innovazione sarà sempre più importante, uno spreco di risorse del genere? Il managment della carota e del bastone sarà in futuro, come adesso, l'unico tipo di management? E' pensabile un'azienda che abbia per obiettivi gli obiettivi dei suoi dipendenti?

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